Pubblicizza la CO2 !
Campagna per un'indicazione trasparente e chiara delle emissioni
di CO2 nelle pubblicità dell'auto nuove











29 maggio 2008
Arbitri del clima in Spagna: cartellino rosso ai SUV
Madrid, 29 maggio 2008 - Attivisti di Ecologistas en Acción si sono vestiti da arbitri per dare il cartellino rosso alle automobili che emettono maggiori quantità di CO2, SUV in testa. L’iniziativa è stata organizzata per chiedere all’Unione Europea di rispettare gli impegni assunti col Protocollo di Kyoto, e ridurre drasticamente le emissioni di CO2 delle auto di prossima fabbricazione. Il limite richiesto è di 120 grammi di CO2 per chilometro. Questa misura, elaborata nel 1990 e che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2005, è stata più volte rimandata dalla lobby dell’industria dell’auto. Nel frattempo il mercato è stato invaso di autoveicoli sempre più potenti e pesanti. La moda dei SUV è un esempio di questo trend, che vede le imprese automobilistiche promuovere proprio gli autoveicoli più inquinanti.
26 maggio 2008
Alla guida del cambiamento climatico. Greenpeace sull’auto dei Flinstones
Bruxelles 26 maggio 2008 - Attivisti di Greenpeace hanno raggiunto sull’auto dei Flinstones il Parlamento Europeo, per consegnare una tavola di pietra con i loghi di Volkswagen, BMW e Mercedes e il messaggio “Auto contro il clima”. I parlamentari europei si incontrano questa settimana proprio per discutere la normativa sull’efficienza delle auto. La parata dell’ ’Età della pietra’ è stata organizzata per ricordare che l’industria dell’auto è ancora intrappolata in una “dinamica da dinosauri”: costruire auto sempre più grandi e sprecone a danno del clima. L’iniziativa è avvenuta in contemporanea al lancio del rapporto di Greenpeace "Driving Climate Change" che denuncia come la lobby dell’industria dell’automobile, guidata dall’industria tedesca, stia cercando di minare la normativa europea sull’efficienza delle auto, attraverso manipolazioni e inganni che durano da 17 anni. Secondo Greenpeace, la lobby dell’auto mette a rischio la capacità dell’Ue di adempiere ai propri impegni nell’ambito del Protocollo di Kyoto. Il rapporto "Driving Climate Change" spiega come l’industria dell’auto tedesca ha vinto la guerra del business e ora imponga la propia agenda a tutta l’industria dell’auto, senza alcuna remora rispetto alle preoccupazioni dei produttori francesi e italiani. Greenpeace chiede che l’Ue prenda una posizione decisa e fissi un’emissione media per le flotte a 120 g CO2/km al 2012 e 80 g al2020. Questi standard devono essere sostenuti da forti sanzioni e non essere funzionali agli interessidell’industria tedesca, consentendo un trattamento privilegiato per chi produce auto pesanti.
20 maggio 2008
Fiat: Marchionne attacca i SUV e le grandi case automobilistiche
Torino, 20 maggio 2008 - La Fiat critica le grandi case automobilistiche, che tenterebbero di scaricare sulle imprese più piccole gli oneri della riduzione delle emissioni di CO2. Infatti l’attuale formulazione della proposta di regolamento europeo prevede limiti più bassi per le auto di piccole dimensioni, invece di un limite assoluto. In questo modo la normativa non premierebbe chi produce autoveicoli di emissioni più basse, come la Fiat o le case automobilistiche francesi. "Tale scelta è chiaramente il risultato di pressioni politiche – ha dichiarato Marchionne – e Fiat ha intenzione di battersi perché venga modificata".
20 maggio 2008
WWF e Amici della Terra presentano un’indagine sulla pubblicità dell’auto
Roma, 20 maggio 2008 - Gli Amici della Terra, con il WWF Italia, hanno presentato oggi i risultati della Prima indagine nazionale sul ruolo del marketing pubblicitario delle auto nella riduzione delle emissioni di CO2. L’indagine, realizzata dagli Amici della Terra con il supporto di Friends of the Earth Europe nell’ambito della Campagna “Cars Fuel Efficiency” e “Big Ask SOS-Clima”, analizza le pratiche di marketing pubblicitario messe in atto dalle case automobilistiche in relazione agli obiettivi strategici dell’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di CO2 delle auto.
12 maggio 2008
News : CO2 da strada per abitante, all’Italia la maglia nera
Roma, 12 maggio 2008 - Inquietanti i dati rilasciati dall’ISTAT. L’Italia si aggiudica un altro record negativo, facendo del nostro paese uno dei più irresponsabili nelle emissioni di CO2: due tonnellate ogni cittadino. La ricerca dell’ISTAT "100 Statistiche per il Paese" conferma che nel 2005 in Italia sono state rilasciate in atmosfera due tonnellate per abitante di CO2 attribuibili al trasporto stradale, con un tasso di motorizzazione nel 2006 (numero di autovetture ogni mille abitanti) pari a 598,4: tra i più elevati del Pianeta. Insomma, è tempo di alleggerire il parco auto, con meno veicoli e più efficienti.
29 aprile 2008
Germania: il Club del Traffico chiede un limite alle emissioni di CO2 dalle Auto

Berlino, 29 aprile 2008 - Con lo slogan "Un limite al cambiamento del clima" il Club del Traffico tedesco (Verkehrsclub Deutschland) ha inaugurato nuovi segnali stradali. Ma invece di limitare la velocità, limitano le emissioni di CO2. La segnaletica non è rivolta agli automobilisti, ma alle case produttrici e all’Unione Europea, che nei prossimi mesi è chiamata a decidere sul futuro delle emissioni - e dei propri impegni in protezione del clima.

L’associazione chiede al governo tedesco di sostenere una legge europea forte, e di adottare misure di controllo, assieme a finanziamenti in favore di nuove tecnologie volte all’efficienza energetica.Secondo il Club del Traffico, se l’Europa avesse approvato come previsto il limite di 120 grammi al chilometro di emissioni di CO2, oggi i consumi medi si aggirerebbero attorno ai 5,1 litri per 100 chilometri di strada., con un evidente vantaggio per gli automobilisti. Invece le automobili in produzione sono sempre più grosse e pesanti, e consumano sempre di più. Oltre a minacciare il clima globale.

31 marzo 2008
Gli sporchi suv fuori moda dei nuovi ricchi cinesi

LIVORNO. Sembra che la crescita cinese sia destinata a ripercorrere il copione degli errori occidentali, anche quelli più recenti e già esecrati, a cominciare dagli sport utility vehicles (i Suv, che dopo il bombardamento ecologico stanno già provando a ribattezzare Cross over), sempre più impopolari in Europa ed in America e ogni giorno di più ambito status simbol dei nuovi ricchi della Cina.

Un mercato sapientemente sollecitato dalle case automobilistiche occidentali e giapponesi che invadono questo insperato mercato sollecitando con spot accattivanti già sperimentati da noi il nuovo individualismo edonista della Cina. Poco importa se i Suv inquinano come e più che in occidente e se aggiungono inquinamento ad inquinamento nelle già irrespirabili metropoli cinesi.

«L’espansione dell’industria cinese delle auto ha tassi di crescita a due cifre negli ultimi anni, in parte grazie al basso costo del carburante i cui prezzi restano sotto il controllo del governo – spiega Yingling Liu, a capo del China Program del Worldwatch Institute - In questo contesto i Suv sono andati particolarmente bene nel 2007. Secondo la China association of automobile manufacturers, l’anno scorso in Cina sono stati venduti più di 370.000 veicoli, un aumento del 58% rispetto al 2006. La maggior parte delle vendite si è concentrata su nodelli medi e high-end, che ci si aspetta dominino il mercato nel 2008. Le importazioni di Suv di lusso ha raggiunto livelli record nel 2007, con le marche più popolari che vanno da Bmw e Porsche a Lexus, Cadillac e Volvo. Tutti i principali costruttori internazionali di auto intensificano la loro presenza in Cina per sfruttare il boom del mercato dei Suv, con General Motors, Kia e Buick che stanno pianificando di introdurre modelli nel Paese a breve termine».

Chi può permettersi di acquistare un suv in Cina è una parte ancora ristretta della popolazione, i nuovi ricchi ammirati ed odiati, che sono al vertice della piramide del reddito nazionale e possono permettersi anche due o tre auto, mentre le auto private, anche di piccola cilindrata, sono al di fuori della portata del cinese medio.

Il suv diventa così, come e più che in occidente, l’ostentazione di un livello di potere economico raggiunto.

Ed attraverso il suv si instilla nella società cinese la cognizione tutta occidentale di velocità e libertà individuale dalle costrizioni della natura, che finora era una caratteristica occidentale.

La città si trasforma in una jungla (inquinata) dove solo chi è grosso, ricco e potente può farsi spazio, e poco importa se questo costa ai comuni mortali un altro po’ di inquinamento, che si va aggiungere alle emissioni delle centrali elettriche e delle fabbriche alimentate a carbone ed al traffico già esistente che in pochi anni è diventato uno della maggiori fonte di inquinamento delle città cinesi.

«Secondo un recente rapporto del Worldwatch Institute – spiega Yingling Liu – solo l’uno per cento dei 577 milioni dei cinesi urbanizzati respira aria compatibile con i livelli di qualità standard dell’Unione europea. Un inedito studio del 2007 della World Bank ha concluso che la cattiva qualità dell’aria causa ogni anno in Cina tra 350 mila e 400 mila morti premature. I suv, noti per il loro alto standard di emissioni, contribuiscono in maniera sproporzionata alla quota di emissione di gas serra».

10 gennaio 2008
Pubblicità ingannevole - Friends of the Earth sfida la Saab

Bruxelles - L’associazione ambientalista Friends of the Earth minaccia di trascinare in tribunale la casa automobilistica svedese Saab per pubblicità ingannevole. L’impresa infatti ha basato la propria campagna pubblicitaria presentandosi come amica dell’ambiente, con lo slogan "Finalmente diventa verde!". Mero "greenwashing" secondo l’associazione ambientalista Friends of the Earth. Infatti sotto le pubblicità verdi si nasconde una realtà molto diversa. La Saab non avrebbe neppure mantenuto l’impegno assunto da tutta l’industria dell’auto europea a ridurre adeguatamente le emissioni di gas serra nelle auto di nuova produzione. Malgrado una legge europea richieda alle case automobilistiche di pubblicare in ogni pubblicità la quantità di emissioni prodotte da ciascun modello reclamizzato, la Saab si è guardata bene dall’indicare consumi ed emissioni dei modelli a motore ’Biopower’.

Secondo la Saab, i guidatori che hanno scrupoli ambientali, possono finalmente acquistare senza più preoccupazioni i modelli con questo nuovo motore. Il motore in realtà non riduce affatto i consumi, si limita ad impiegare una miscela composta in gran parte da etanolo. L’impresa però si è "dimenticata" di indicare la provenienza dell’etanolo (molte colture vengono da conversioni di foreste o comunque da pratiche che rilasciano in atmosfera molti più gas serra di quelli risparmiati) e soprattutto si è dimenticata di indicare i consumi del motore, come previsto dalla legge. Anche perché nella classifica europea dei consumi automobilistici, la Saab si trova in una posizione non proprio buona.

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